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L’inizio della festa: abbiamo presentato Fly e Run in anteprima esclusiva

Foto di Gaia Menchicchi
Foto di Gaia Menchicchi

Ogni tanto durante una cena fortunata, può capitare di farsi distrarre per qualche istante dalla netta sensazione che le cose stiano andando proprio nel verso giusto, che il connubio tra cibo, vino, atmosfera, commensali, stia davvero funzionato per tutti. È una sensazione che ha il suono del chiacchiericcio vivace in sala, dei picchi di risate, dei piatti restituiti vuoti e dei calici che tintinnano contro il collo delle bottiglie, mentre vengono riempiti.  Qualche sera fa, all’Osteria Mondo d’Oro di Verona, uno dei locali guidati dagli chef Giancarlo Perbellini e Federico Zonta, durante una cena organizzata da Forketters, il social eating fondato da Anna Prandoni e Chiara Buzzi, quel preciso momento ha coinciso con l’assaggio del risotto al tastasal, accompagnato dal primo sorso di Run, Pinot nero giovane e ricco di spezie e bacche, alla sua prima cena ufficiale.

In origine infatti la serata nasceva proprio per degustare in anteprima, insieme a un gruppo di commensali appassionati di vino, Run e il suo gemello Fly, i due nuovi temporary wine di AMProject. A pranzo, qualche ora prima, i due vini erano stati già presentati ad alcuni rappresentanti della stampa di settore durante un pranzo organizzato in un altro dei ristoranti del duo Perbellini-Zonta, Tapasotto, sempre a Verona.


Foto di Gaia Menchicchi
Foto di Gaia Menchicchi

Ma andiamo con ordine. La sfida dei temporary wine è un progetto a cui abbiamo dato inizio un paio di anni fa, nel 2023, mossi dal desiderio di rompere con l'idea tradizionale di enologia. L’obbiettivo oggi è creare vini provenienti da diverse regioni d'Italia, che siano innanzitutto piacevoli al palato, svincolandosi da dogmi e regole ferree e adattando strumenti, tecniche, modalità di lavoro, a una determinata vigna e all’annata in cui si trova, così da restituirne in bottiglia, una rappresentazione autentica. E Fly e Run sono l’ultimo passo di questo percorso.

Occasioni uniche, irripetibili e in edizioni limitata, Fly e Run sono un pinot bianco e un pinot nero che affondano le radici nella stessa vigna, sita a Mazzon di Caldaro, esposta a Est pieno, a 500 metri d’altitudine, e affacciata a sud sul lago di Caldaro. Qui abbiamo iniziato a sperimentare per provare a capire fino a dove ci si più spingere lavorando su un’unica vigna, quali poli aromatici si possono raggiungere facendone vibrare tutte le potenzialità, pur mantenendo un orientamento responsabile e sostenibile. Oggi, due anni dopo, tutto questo si è tradotto in due vini gemelli ma dalle personalità profondamente diverse.


Foto di Gaia Menchicchi
Foto di Gaia Menchicchi

Fly, il Pinot Bianco, si presenta come puro e immediato, all’inizio, per poi rivelarsi profondo, ricco di picchi acidi e salini. Un vino che non vuole essere semplice e che abbiamo con interventi minimi ma essenziali.


Run è tutta un’altra storia. Al primo sorso riempie la bocca, invade il palato, denso, pieno, poi scivola via e lascia dietro di sé un sentore aromatico di bacche e spezie mediterranee, che esplodono con il giusto abbinamento, per esempio se affiancate con un risotto al tastasal, sagacemente impreziosito da un’aggiunta di cannella e rosmarino.


Foto di Gaia Menchicchi
Foto di Gaia Menchicchi

Una scelta frutto dell’ingegno gastronomico di chef Federico Zonta, amico e compagno in questa avventura all’insegna della ricerca e della sperimentazione. Il suo apporto è stato fondamentale durante l’intera giornata, perché non solo ha saputo creare due menu, uno per il pranzo e uno per la cena, tanto buoni quanto adatti a una degustazione, che ci hanno conquistati dall’inizio alla fine, pane compreso, ma ha anche saputo accoglierci con premura, spirito pionieristico e un desiderio contagioso di festeggiare questo nuovo arrivo vinicolo. Un avvento che approda innanzitutto proprio nella lista vini di Tapasotto e Osteria Mondo d’Oro, dove Fly e Run sono già presenti in anteprima.


Foto di Gaia Menchicchi
Foto di Gaia Menchicchi

E a proposito di amici, il fattore chiave che ha reso questa giornata davvero indimenticabile per noi è stata la presenza, fisica, o in bottiglia, dei nostri Spiriti Affini. Abbiamo già parlato di loro molto spesso, sono le donne e gli uomini che Andrea Moser ha incontrato e con cui ha condiviso progetti e collaborazioni, che fosse per riprendere in mano un vigneto antico, il sogno di un nonno con la passione per la viticoltura, o il progetto di una vigna in territori estremi e fuori dal comune. La loro storia è parte integrante del percorso che ci ha portato fino a Fly e Run e per questo li abbiamo invitati a festeggiare con noi questa nuova stagione di temporary wine. Tutti hanno inviato il frutto del loro lavoro, le bottiglie che hanno prodotto in questi anni e che abbiamo assaggiato mentre Andrea ne raccontava aneddoti e propositi, e alcuni ci hanno anche raggiunti, cenando con noi e partecipando a quella che per noi è stata una vera giornata di festa.

Grazie a loro abbiamo potuto spiegare che il nostro non è un divertissement, bensì la strada che abbiamo trovato per partecipare a un movimento più grande, quello che sta coinvolgendo tante cantine e produttori in un cambiamento del modo in cui si fa viticoltura, un approccio che non lascia campo libero alla natura – perché la natura non fa vino di per sé – ma limita allo stretto necessario gli interventi dell’uomo, in modo che siano cuciti su misura rispetto alla vigna, agli obbiettivi di chi la lavora, ai mutamenti che il clima impone di anno in anno.


Foto di Gaia Menchicchi
Foto di Gaia Menchicchi

Proprio per questo abbiamo voluto che questa giornata di degustazioni si concludesse con una sorpresa che sbaragliasse le carte, un’alternativa: un calice senza alcol e senza zuccheri, ma a base di mosto e realizzata con lo scoby. Si tratta di Komb(w)ine una kombucha creata in collaborazione con Ettore Ravizza Co-founder di Legend Kombucha. Komb(w)ine nasce dall’incontro di Moser e Ravizza e da quello tra il mosto monovarietale e lo scoby, una coltura simbiotica composta da batteri e lieviti che avvia la fermentazione, sfruttando lo zucchero naturalmente presente nel mosto. L’esito è una bevanda nuova che fonde le caratteristiche del vino con quelle della kombucha. Presto ve ne parleremo ancora e meglio.


Foto di Gaia Menchicchi
Foto di Gaia Menchicchi

Oggi ciò che possiamo dirvi è che se passate da Verona non potete proprio perdervi il risotto al tastasal dell’Osteria Mondo d’Oro, naturalmente insieme a una bottiglia di Run, e nell’attesa della prossima fuga nella città dell’Arena e dei balconi più romantici del Mondo, non dimenticate che Fly e Run sono già disponibili en primeur nel nostro shop.

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